Indomite: quando esistere diventa un atto di ribellione. Nell’antologia anche il mio racconto su Goliarda Sapienza
Esistono donne che non si sono limitate ad abitare il mondo, ma lo hanno sfidato. Donne che la storia ha cercato di etichettare come “peccatrici”, “eretiche” o “streghe” solo perché non rientravano nei margini angusti del silenzio e dell’obbedienza. È con questo spirito di riscatto e memoria che nasce “Indomite. Storie di donne nate per dare fastidio“, l’ultima fatica editoriale pubblicata da Officine Pindariche. Il testo è curato da Cinzia Giorgio, che è anche autrice del racconto di apertura.

Un’antologia di voci fuori dal coro
Il volume è un viaggio attraverso i secoli e le geografie dell’anima, che mette insieme figure leggendarie e icone moderne: da Maria Maddalena ad Artemisia Gentileschi, dalla ferocia guerriera di Boudicca alla visione scientifica di Rita Levi-Montalcini, fino alla lente discreta di Vivian Maier. Il filo conduttore? Un’unica, imperdonabile colpa: aver osato esistere fuori dalle regole.
Goliarda Sapienza: l’arte di essere libera (e scomoda)
All’interno di questa raccolta, ho avuto l’onore di dare voce a una delle figure più magnetiche e controverse della letteratura italiana del Novecento: Goliarda Sapienza.
Scrivere di lei significa immergersi in una vita che è stata, di per sé, un’opera d’arte e di sovversione. Nata a Catania in una famiglia anarchica e socialista, Goliarda non ha mai accettato compromessi. Ecco perché è un tassello fondamentale di questo libro:
- L’Eretica della Letteratura: Il suo capolavoro, L’arte della gioia, fu rifiutato per decenni dai grandi editori italiani perché considerato “scandaloso” e troppo avanti per i tempi. Solo dopo la sua morte il mondo si è accorto della sua grandezza.
- La libertà del carcere: Goliarda finì nel carcere di Rebibbia per un furto di gioielli. Invece di viverlo come una vergogna, lo trasformò in un’esperienza di profonda umanità e liberazione, descritta magnificamente in L’università di Rebibbia.
- Controcorrente per vocazione: Attrice, scrittrice e pensatrice, ha rivendicato il diritto delle donne al piacere, all’autodeterminazione e all’incoerenza.
Goliarda era “nata per dare fastidio” non per capriccio, ma perché la sua sincerità brutale era uno specchio troppo nitido per una società che preferiva le apparenze.
Non si può comprendere la natura indomita di Goliarda senza ricordare che, ancora giovanissima, scelse di essere partigiana. Inquadrata nelle formazioni socialiste a Roma durante l’occupazione nazista, Goliarda non imbracciò solo idealmente la lotta: visse il pericolo, la clandestinità e l’urgenza della liberazione.
Questa esperienza giovanile ha forgiato il suo rifiuto assoluto per ogni forma di fascismo, non solo quello politico, ma anche quello interiore e sociale, quel perbenismo soffocante che avrebbe cercato di censurare la sua scrittura per anni. Per Goliarda, la Resistenza non è mai finita nel 1945; è continuata ogni giorno nella sua lotta per restare una donna libera da padroni, schemi e pregiudizi.
Perché leggere “Indomite”
Questa raccolta non è solo un omaggio al passato, ma un invito per il presente. Officine Pindariche raccoglie queste storie per ricordarci che la disobbedienza, quando nasce dalla fedeltà a sé stesse, è la forma più alta di libertà.
Indomite non è solo un titolo. È una promessa.
Nel volume trovate:
- Prefazione di Cinzia Giorgio
- Cinzia Giorgio: Maria Maddalena (05 ca a.C. – 87 ca d.C.)
- Claudia Sabella: Dafne
- Elena Bertagna: Boudicca (33 a.C. – 60/61 a.C.)
- Maria Claudia Brucculeri: Artemisia Gentileschi (1593-1656)
- Rosalinda Inzerauto: Olympe de Gouges (1748-1793)
- Marinella Catarina: Maria Giuseppina Guacci Nobile (1807-1848)
- Serena Tumminello: Carolina Invernizio (1851-1916)
- Agnese Palumbo: Matilde Serao (1856-1927)
- Simona La Mattina: Rita Levi-Montalcini (1909-2012)
- Amalia Vingione: Goliarda Sapienza (1924-1996)
- Noemi Caruso: Vivian Maier (1926-2009)
